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Travel Stories Award 2026: il viaggio si racconta tra libri, podcast e nuovi linguaggi

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Travel Stories Award 2026: il viaggio si racconta tra libri, podcast e nuovi linguaggi

Al Salone Internazionale del Libro di Torino si è conclusa la sesta edizione del riconoscimento ideato da Cinzia Galletto e dedicato alle nuove forme del racconto turistico.

Per il sesto anno consecutivo ho avuto il piacere di far parte della giuria del Travel Stories Award 2026 insieme ai colleghi del GIST, gruppo italiano stampa turistica, un’esperienza che mi ha permesso di osservare da vicino quanto il travel storytelling stia vivendo una fase di evoluzione estremamente interessante. Le candidature ricevute erano numerose e di altissimo livello, segno di un settore creativo e in continuo movimento.

Il premio, come da tradizione, è articolato in tre categorie simbolicamente legate ai sensi: Tatto per il libro, Udito per podcast e radio, Vista per TV, social e media audiovisivi. Tre modi diversi di attraversare il viaggio e trasformarlo in esperienza narrativa.

Travel Stories AwardIl libro: il fascino silenzioso delle Alpi nascoste

Per la categoria Tatto ha vinto Albano Marcarini con il volume Scoprire le Alpi. Dalla Liguria al Friuli, 80 borghi alpini nascosti da scoprire pubblicato da Corbaccio.

Un libro che invita a rallentare, ad allontanarsi dalle mete più battute e a ritrovare il valore autentico dei piccoli borghi alpini. Marcarini, che ama definirsi “geografo errante”, accompagna il lettore attraverso paesaggi, vicoli, lavatoi e chiesette di villaggi spesso dimenticati dal turismo di massa. A rendere ancora più speciale il progetto sono gli acquerelli realizzati dall’autore stesso, una scelta poetica e quasi controcorrente nell’epoca delle immagini veloci e dei selfie.

La motivazione della giuria ha premiato proprio questa capacità di proporre un turismo lento, accessibile e profondamente umano, lontano dall’overtourism e vicino all’esperienza autentica del territorio.

 

Loquis e il viaggio che si ascolta

Per la categoria Udito il riconoscimento è andato a Loquis, la piattaforma di travel podcasting geolocalizzato fondata da Bruno Pellegrini. Sul palco ho avuto il piacere di intervistare Rachele Masci, approfondendo una realtà che considero particolarmente innovativa nel panorama del turismo digitale. Loquis ha saputo trasformare il suono in uno strumento di scoperta territoriale: mentre si viaggia o si cammina, l’app racconta storie, curiosità, memoria e identità dei luoghi circostanti.

Ciò che rende il progetto interessante è anche la sua natura partecipativa. Professionisti del turismo, creator e autori indipendenti contribuiscono infatti a costruire un archivio narrativo collettivo, una sorta di “biblioteca sonora” dei territori. Un modo nuovo di valorizzare cultura, enogastronomia, tradizioni e paesaggi attraverso l’ascolto.

Come giuria abbiamo riconosciuto a Loquis la capacità di innovare profondamente il linguaggio del racconto turistico, ampliando il concetto stesso di storytelling territoriale.

Ora Qui, Ora Là: la TV di viaggio cambia linguaggio

Per la categoria Vista il premio è stato assegnato a Ora Qui, Ora Là, progetto ideato da Riccardo Pasini.

Il format si distingue per un approccio contemporaneo alla narrazione del viaggio: meno costruito, più fluido, immersivo e vicino ai codici dell’ecosistema digitale. Non il classico travel show televisivo, ma un racconto che dialoga con i linguaggi dei social,delle piattaforme e delle nuove modalità di fruizione del pubblico.

La motivazione della giuria sottolinea proprio questa capacità di rinnovare il linguaggio audiovisivo del turismo, creando connessioni emotive attraverso immagini, ritmo narrativo e autenticità.

Un premio che racconta il futuro del turismo

Il Travel Stories Award continua così a rappresentare un osservatorio privilegiato sui cambiamenti della comunicazione turistica. Libri illustrati, podcast geolocalizzati, format multicanale: il viaggio oggi non si limita più a essere raccontato, ma viene vissuto attraverso esperienze narrative sempre più ibride e multisensoriali.

Ed è forse proprio questa la direzione più interessante del travel storytelling contemporaneo: creare connessioni autentiche tra persone, territori e linguaggi, restituendo al viaggio la sua dimensione più culturale ed emozionale.

La giuria della VI edizione era composta da Dario Bragaglia, Maurizio DiMaggio, Cristiana Gattoni, Piera Genta, Manuela Lenoci, Elisabetta Pina, Carmen Rolle e Carola Vai è già al lavoro per l’edizione 2027! Vi aspettiamo!