UlisseFest 2026: il viaggio come strumento per leggere il mondo
Quando ho letto il tema scelto per la nona edizione di UlisseFest, “Elogio della fuga”, la mia prima reazione รจ stata di diffidenza. La parola fuga non mi ha mai convinta fino in fondo. Evoca l’idea di allontanarsi, sottrarsi, lasciare indietro qualcosa.
Eppure, osservando il programma del festival del viaggio ideato da Lonely Planet, in programma a Genova dal 10 al 12 luglio 2026, appare chiaro che il significato proposto dagli organizzatori รจ un altro. Non una fuga dalla realtร , ma un cambio di prospettiva. Un invito a guardare il mondo da angolazioni diverse, in un momento storico che rende sempre piรน difficile ignorare ciรฒ che accade intorno a noi.
Guerre, crisi climatiche, trasformazioni economiche, rivoluzioni tecnologiche e intelligenza artificiale stanno modificando il nostro modo di vivere, lavorare, informarci e viaggiare. In questo scenario, la domanda non รจ piรน soltanto dove andare, ma perchรฉ partire.
ร forse questa la riflessione piรน interessante che emerge dall’edizione 2026 di UlisseFest. Scorrendo il programma, infatti, si scopre che il viaggio รจ utilizzato come chiave di lettura della contemporaneitร . Geopolitica, cittร globali, sostenibilitร , identitร culturali, esplorazioni, scienza e musica si intrecciano in un racconto corale che va ben oltre il turismo.
Tra gli ospiti figurano giornalisti e scrittori come Cecilia Sala, Paolo Giordano, Marco Ansaldo e Lorenzo Trombetta, chiamati a raccontare il mondo attraverso le sue aree piรน complesse e fragili. Ci saranno riflessioni dedicate alla Siria, all’Asia Centrale, alla Cina e ai nuovi equilibri geopolitici, ma anche incontri che mettono al centro il ruolo delle cittร come luoghi di trasformazione e confronto culturale, come il dialogo tra la sindaca di Genova Silvia Salis e l’ex sindaco di New York Bill de Blasio.
Accanto a questi temi trovano spazio le grandi esplorazioni, dall’Antartide alla Groenlandia, il viaggio lento a piedi e in bicicletta, il nomadismo contemporaneo, la divulgazione scientifica e persino l’esplorazione spaziale. Un mosaico di prospettive che restituisce al viaggio la sua dimensione piรน autentica: quella della conoscenza.
Particolarmente significativa รจ la presenza di Tony Wheeler, fondatore di Lonely Planet e figura che ha contribuito a cambiare il modo di concepire il viaggio per milioni di persone. La sua partecipazione rappresenta un ponte ideale tra il viaggio degli anni Settanta e quello di oggi, sempre piรน chiamato a confrontarsi con le sfide del presente.
In un’epoca in cui il turismo rischia spesso di essere raccontato attraverso classifiche, reel, algoritmi e tendenze social, UlisseFest sembra ricordarci che viaggiare non significa soltanto accumulare esperienze o collezionare destinazioni. Significa osservare, comprendere, mettere in discussione le proprie certezze. Forse il vero significato del viaggio nel 2026 non รจ evadere dal mondo, ma imparare a leggerlo meglio.
Ed รจ per questo che UlisseFest continua a essere uno degli appuntamenti piรน interessanti del panorama culturale italiano: non perchรฉ parla di viaggi, ma perchรฉ usa il viaggio per raccontare il nostro tempo.
